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Aggiornato 14:58, 16-01-2019

Accesso agli atti ed informativa successiva

DUE FACCE DIVERSE DELLA STESSA MEDAGLIA

NON SUSSISTE L’OBBLIGO DI INDICARE I NOMINATIVI DEI DOCENTI E DEGLI ATA CHE HANNO RICEVUTO COMPENSI ATTINTI DAL FIS, NE’ L’IMPORTO A LORO RICONOSCIUTO.

 

Con nota prot. 15620 del 14 settembre 2018 l’Aran ha dipanato ogni dubbio circa gli obblighi del DD.SS. in fase di informativa successiva in capo al presunto obbligo di indicare alle OO.SS. i nominativi dei docenti e degli Ata che hanno ricevuto compensi attinti dal Fis.

La questione, si ricorderà, è diventata alquanto controversa a seguito della sentenza n. 4417/2018 del Consiglio di Stato, la quale, scongiurando una pacifica e lineare giurisprudenza in materia, ha improvvisamente cambiato direzione riconoscendo alle OO.SS. il diritto di accesso agli atti relativi alla distribuzione del Fis, ai sensi della L. 241/90.

La verità è ben altra! Accesso agli atti e informativa successiva sono due facce diverse della stessa medaglia e, come tali, vanno tenute distinte perché operanti su piani diversi.

In materia di accesso agli atti ex L. 241/90, alla luce della sentenza n. 4417/2018 del Consiglio di Stato, sussisterebbe il diritto delle OO.SS. di:

- accedere ai nominativi dei docenti e del personale Ata che hanno ricevuto compensi attinti dal Fis;

- accedere agli incarichi afferenti al Fis singolarmente conferiti a ciascun docente e a ciascun dipendente Ata;

- accedere alla quota del Fis erogata per lo svolgimento degli incarichi.

 

Il condizionale è d’obbligo se si considera che la sentenza n. 4417/2018 del Consiglio di Stato:

- ha letteralmente sconfessato e stravolto il ben noto parere del Garante per la protezione dei dati personali del 13 ottobre 2014;

- ha letteralmente sconfessato e stravolto una linea giurisprudenziale univoca seguita da una molteplicità di TAR in primo grado;

- ha letteralmente sconfessato e stravolto la recente pronuncia dello stesso Consiglio di Stato (Sezione sesta, sentenza n. 5937 del 18 dicembre 2017), di senso diametralmente opposto, avente ad oggetto proprio una vertenza in ambito scolastico.

 

Quale la soluzione? Atteso il palese contrasto giurisprudenziale si auspica una necessaria pronuncia del Consiglio di Stato in adunanza plenaria. 

L’art. 99 del codice del processo amministrativo al riguardo è assai chiaro: le sentenze fanno stato tra le parti (per tale ragione la sentenza della Sezione Sesta farà stato soltanto tra le parti in causa e non avrà efficacia erga omnes); la funzione nomofilattica(ovvero la funzione di garantire la corretta ed omogenea applicazione della legge su tutto il territorio nazionale) è attribuita alle sole sentenze del Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.

 

Diverso è, invece, il piano dell’informativa successiva!

 

Lo chiarisce in modo efficace l’Aran con la citata nota del 14 settembre 2018, ove, a chiare lettere si statuisce che:

- il nuovo CCNL comparto Istruzione e Ricerca del 19 aprile 2018 ha attribuito una nuova connotazione all’istituto dell’informazione sindacale che, ai sensi dell’art. 5 del citato CCNL, si configura come strumento propedeutico all’esercizio delle relazioni sindacali;

- il nuovo CCNL all’art. 22, nel prevedere le materie oggetto di informazione successiva, non ha più prescritto l’obbligo di indicare i nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il Fis (cosa che veniva, invece, espressamente prevista dal CCNL del 29.11.2007).

Alla luce delle novità introdotte dal nuovo CCNL di comparto si perviene, dunque, alle seguenti conclusioni:

- la disciplina pregressa relativa alle relazioni sindacali è stata sostituita integralmente dal nuovo dettato contrattuale (per espressa previsione del novello CCNL all’art. 4, comma 5);

- alla luce della nuova disciplina in materia di relazioni sindacali sussistono, pertanto, solo i seguenti obblighi

a) fornire una compiuta informazione preventiva sull’articolazione dell’orario di lavoro del personale, nonché sui criteri per l’individuazione del medesimo personale da utilizzare nelle attività retribuite col Fis;

b) attivare sulle predette materie il confronto, mediante la procedura sancita dall’art. 6, qualora richiesto dalle organizzazioni sindacali o proposto dalla stessa amministrazione contestualmente all’informativa;

c) fornire una informazione successiva sugli esiti del confronto, qualora attivato, al fine di consentire alle OO.SS. di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’amministrazione intende adottare.

 

Per quanto si evince, dunque, nessun obbligo in sede di informativa successiva di precisare nomi e somme. In materia di accesso agli atti, invece, occorrerà valutare caso per caso l’interesse (diretto, concreto e attuale) fatto valere con l’istanza, in attesa che l’Adunanza Plenaria fughi ogni dubbio anche in tale campo.

 

 

 

Michele Di Pasquali

Consulente legale – Staff regionale

Anp Sicilia

 

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