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Aggiornato 21:23, 09-08-2019

Confermata la linea giurisprudenziale che ammette il pasto delle famiglie presso la scuola dell’infanzia

Come già paventato in un articolo dell’aprile 2018, già pubblicato sul sito Anp Sicilia con il titolo “Mensa e organici di scuola dell’infanzia”, la questione relativa alla legittimità dell’introduzione del pasto portato da casa all’interno delle scuole, già conclusasi a favore delle famiglie presso i giudici di merito, ha avuto la sua risolutiva definizione a favore dell’utenza con la recente sentenza n. 5156 del 03/09/2018, a mezzo della quale il Consiglio di Stato ha sentenziato l’illegittimità dell’imposizione agli alunni a tempo pieno delle scuole dell’infanzia e primarie del divieto di consumare nei locali scolastici i cibi portati da casa o, comunque, acquistati autonomamente. Il Consiglio di Stato è stato chiaro su almeno due fronti: in primo luogo i regolamenti comunali che hanno introdotto il divieto assoluto di permanenza nei locali scolastici per gli alunni che intendono consumare cibi portati da casa (o acquistati autonomamente) è affetto dal vizio di eccesso…

Mensa e organici di scuola dell’infanzia

Come pacificamente riconosciuto e praticato, l’alunno di scuola dell’infanzia usufruisce di norma di un tempo scuola di 40 ore settimanali (art. 2, comma 5 d.P.R. 89/2009) che, su richiesta delle famiglie, può essere ridotto a 25 ore settimanali o elevato fino a 50 ore. Dal tenore letterale delle citata norma sembra, dunque, che la definizione degli organici di scuola dell’infanzia dipenda solo ed esclusivamente dalla scelta delle famiglie (2 docenti per sezione di 40 o 50 ore settimanali, 1 docente per sezione di 25 ore settimanali). Sappiamo tutti, invece, che lo stato dell’arte è ben altro, in particolar modo se si tiene conto che gli organi centrali del M.I.U.R. nella definizione degli organici di scuola dell’infanzia pretendono la disponibilità dell’Ente comunale a garantire il servizio mensa in favore degli alunni. Ove il Comune si obblighi a garantire il servizio mensa l’Amministrazione centrale concede organici sufficienti a garantire 40 o 50…

Obbligo di pubblicazione del nuovo codice disciplinare entro il 4 maggio 2018

Gentilissimi associati, a seguito delle novelle introdotte dalle disposizioni contenute nel C.C.N.L. comparto Istruzione e Ricerca, sottoscritto in via definitiva il 19.04.2018, si comunica che è obbligo di ciascun D.S. di procedere alla pubblicazione, entro il 4 maggio 2018 del nuovo CODICE DISCIPLINARE, che deve essere pubblicato sul sito web istituzionale (in Amministrazione Trasparente) e notificato a tutto il personale docente e A.T.A. a mezzo di idonea comunicazione interna. L’art. 13, comma 11, del C.C.N.L., infatti, sancisce che al codice disciplinare occorre dare la massima pubblicità mediante pubblicazione sul sito istituzionale, in applicazione del principio espresso dall’art. 55, comma 2, ultimo periodo del d. lgs. 165/2001. La pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione del codice disciplinare, recante l’indicazione delle infrazioni e delle relative sanzioni, equivale a tutti gli effetti alla sua affissione all’ingresso della sede di lavoro. L’art. 13, comma 12, del C.C.N.L. sancisce, altresì, l’obbligo di rendere pubblico il codice…

Vaccini: legittimo il divieto di accesso del minore alla frequenza della scuola dell'infanzia

Proliferano sempre più le sentenze a sfavore degli utenti che hanno impugnato i provvedimenti emessi dai Dirigenti Scolastici delle scuole italiane a seguito della mancata presentazione delle certificazioni in materia di obblighi vaccinali previsti dalla L. 119 del 31 luglio 2017. È del 20 aprile 2018 l’ultima pronuncia in ordine di tempo, emessa dalla Prima Sezione del TAR-ABRUZZO (decreto n° 55) con la quale, non solo si respinge l’istanza cautelare tesa a privare di efficacia il provvedimento del Dirigente Scolastico di sospensione dalla frequenza, ma, addirittura, si sancisce a chiare lettere che il pregiudizio rappresentato dai genitori (mancata frequenza della scuola dell’infanzia) appare recessivo rispetto al superiore interesse pubblico perseguito dalla L. 119, consistente nell’assicurare il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica. A ciò si aggiunga che la stessa Corte Costituzionale con la sentenza n° 5 del 18 gennaio 2018 ha rigettato tutte le questioni di illegittimità costituzionale avanzate…

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