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Aggiornato 11:42, 03-11-2020

avv. Filippo Basile - Via F. Crispi,  225 - 95129 - Catania Tel. 09525000 - fax 095533541 - email avv.fbasile@gmail.com 

Vacatio contrattuale e competenze dei DD.SS. sui procedimenti disciplinari

Continuano a fioccare le sentenze di merito che dichiarano l’incompetenza dei dirigenti scolastici in ordine alla sospensione dal servizio dei docenti fino a 10 giorni, quale sanzione conservativa irrogata in ottemperanza al disposto di cui all’art. 55 bis del d. lgs. 165/2001 (post riforma Madia), a tenore del quale “per il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per le quali è prevista l'irrogazione di sanzioni fino alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni è di competenza del responsabile della struttura in possesso di qualifica dirigenziale”. Ultimo, in ordine di tempo, il Giudice del Lavoro presso il Tribunale Civile di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) che, con la sentenza n. 423 del 27.10.2020, ha dichiarato la nullità della sanzione della sospensione dal servizio per un giorno, irrogata nei confronti di un…

Le note disciplinari non sono sanzioni

Interessante sentenza (n. 457 del 21.02.2020) del Tar di Catania (Sezione Terza), resa in un giudizio introitato dalla famiglia di una studentessa di un istituto superiore della provincia di Messina, che lo staff legale di Anp Sicilia ha seguito con particolare attenzione. La famiglia impugnava la delibera assunta dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale, con il quale la studentessa veniva ammessa alla classe successiva con il voto di 7 nel comportamento. Nello specifico i ricorrenti si dolevano del fatto che, a loro dire, il voto di comportamento attribuito in sede di scrutini finali, essendo stato influenzato da una nota disciplinare registrata da un docente sul registro di classe, non fosse adeguatamente motivato e, in subordine, che la nota disciplinare venisse dichiarata nulla per l'inosservanza delle formalità procedurali prescritte in materia di sanzioni disciplinari a carico degli studenti e per mancata informativa alla famiglia. Il Tar di Catania,…

Su cosa si intende per uso del registro elettronico in tempi di coronavirus

In risposta a coloro che, al solo fine di alimentare conflitti che sfocerebbero nel disfacimento delle attività didattiche a distanza, con consequenziale lesione del diritto all’istruzione e del successo formativo di tutti e di ciascuno, mi preme rilevare che le minacce di illegittimità nella sottoscrizione dei registri elettronici durante lo svolgimento delle attività didattiche a distanza non può configurare la fattispecie rilevante sul piano penale della falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, prevista dall’art. 479 c.p. Al fine di meglio argomentare si rileva quanto segue: - è assolutamente infondata l’asserzione secondo la quale il provvedimento legislativo che ha dichiarato la sospensione delle attività didattiche quale misura di contenimento del contagio da coronavirus abbia conclamato l’impossibilità sopravvenuta all’adempimento della prestazione da parte dei docenti, con conseguente applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1256 c.c., secondo le quali ad impossibilia nemo tenetur. Le disposizioni normative di cui all’art. 1,…

Confermata la linea giurisprudenziale che ammette il pasto delle famiglie presso la scuola dell’infanzia

Come già paventato in un articolo dell’aprile 2018, già pubblicato sul sito Anp Sicilia con il titolo “Mensa e organici di scuola dell’infanzia”, la questione relativa alla legittimità dell’introduzione del pasto portato da casa all’interno delle scuole, già conclusasi a favore delle famiglie presso i giudici di merito, ha avuto la sua risolutiva definizione a favore dell’utenza con la recente sentenza n. 5156 del 03/09/2018, a mezzo della quale il Consiglio di Stato ha sentenziato l’illegittimità dell’imposizione agli alunni a tempo pieno delle scuole dell’infanzia e primarie del divieto di consumare nei locali scolastici i cibi portati da casa o, comunque, acquistati autonomamente. Il Consiglio di Stato è stato chiaro su almeno due fronti: in primo luogo i regolamenti comunali che hanno introdotto il divieto assoluto di permanenza nei locali scolastici per gli alunni che intendono consumare cibi portati da casa (o acquistati autonomamente) è affetto dal vizio di eccesso…

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