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Aggiornato 13:23, 30-04-2019

Non si possono fare giochi di prestigio con le leggi

Un recente seminario sulla legge 107/2015, tenutosi a Lecco su iniziativa dell’Associazione delle scuole autonome della provincia, e che ha avuto come relatrice la dr.ssa Anna Armone, ci vede costretti ad intervenire per fare un po’ di chiarezza ed anche per dare conforto ai dirigenti scolastici presenti, probabilmente sorpresi e disorientati dall’arditezza di alcune tesi sostenute dalla relatrice.

Sul caso Bruschi ANP scrive al Direttore Generale dell'USR

Riportiamo la lettera di Massimo Spinelli  alla Dott.ssa Campanelli Direttore Generale dell'USR Lombardia. Anp c'è sempre a supporto dei dirigenti della scuola.... Non a parole... ma nei fatti e con stile!

Gent.ma Dr.ssa Campanelli,

mi trovo nella spiacevole situazione di informarLa che in data 18 agosto 2016 il Dr. Max Bruschi, dirigente tecnico presso l’USR Lombardia, ha ritenuto di pubblicare su Fb una dichiarazione nella quale stigmatizza pesantemente (“Potrebbe trattarsi di un peccato veniale, ma non lo è”) l’errore di un dirigente scolastico che nell’avviso di chiamata, accanto alla classe di concorso ha anche aggiunto tra parentesi (organico potenziato). Ma a lasciarmi senza parole è stata la frase conclusiva del post, che riporto letteralmente: “Se [il dirigente scolastico] è credente preghi, ma molto, che non sia uno dei ds che sarò chiamato a visitare per la valutazione. Perché è su queste <cure> che un ds mostra se è <buono/no buono>. Non sulla <bigiotteria>.”. Le parole sono “pietre”, nel senso che possono fare molto male, anche se si ricorre a frettolose scuse che non rimuovono il problema di fondo.

            Non contesto il diritto del Dr. Bruschi di partecipare ad una rete social, ma penso che il merito della sua dichiarazione costituisca, da un lato, un improvvido travalicamento dalla sua funzione di rappresentante dell’amministrazione scolastica; dall’altro, evidenzi un’inaccettabile rappresentazione del suo modo di interpretare il ruolo di ispettore e di valutatore

È poi doveroso, da parte mia, sottolineare il fatto che bersaglio dell’incauta reprimenda del dr. Bruschi sia un dirigente scolastico, che innanzitutto è parte dell’amministrazione scolastica (cosa che si tende ad ignorare), che fin dall’inizio dell’anno scolastico è stato chiamato, come tutti, a farsi carico dell’implementazione della riforma scolastica e di procedure del tutto nuove con ritmi insostenibili e senza poter contare su indicazioni operative realmente efficaci, che per adempiere ai compiti connessi alla chiamata diretta è stato costretto a rinunciare a buona parte del suo periodo di riposo. Lavorare in queste condizioni è stato tutt’altro che semplice, ma il dr. Bruschi ha dimostrato di ignorarlo.

            Sottopongo pertanto alla Sua attenzione e alla Sua valutazione quanto accaduto, nell’intento di evitare ai dirigenti scolastici ulteriori occasioni di dileggio, dal momento che nel corso dei mesi passati ne hanno già raccolta ampia messe. Inoltre La invito cortesemente a vigilare affinché ai nuclei di valutazione dei dirigenti scolastici, che riprenderanno il loro lavoro con l’avvio del nuovo anno scolastico, siano impartite indicazioni chiare e trasparenti, che precludano ogni spazio ad atteggiamenti pregiudiziali e vessatori, e ricordino che non esiste forma seria di valutazione di sistema che non punti al miglioramento continuo dei comportamenti e delle performance individuali.

Colgo l’occasione per porgerLe i più distinti saluti

 

                                                                                                                                                                    Massimo Spinelli 

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